Perché Mantova?

Mantova, piccolo gioiello tra le colline del lago di Garda e la valle del Po, racchiude in sé secoli di insospettato splendore.
I Gonzaga, che ne ressero le sorti per quasi quattro secoli, diedero corpo ad uno straordinario sogno di grandezza e fecero di Mantova una delle corti piú splendide del Rinascimento.
Dopo di loro, al tempo dell'imperatrice Maria Teresa d’Austria, Mantova visse una sorta di secondo Rinascimento.

veduta di Mantova

Attraverso gli itinerari qui proposti andremo a scoprire ciò che ci e stato lasciato, ripercorrendo a ritroso il cammino fino alla fondazione etrusca e poi alla dominazione romana, quando la “Mantua” cantata da Virgilio non era altro che una piccola isola emergente dalle paludi del fiume Mincio. Acque pazientemente regolate nel Medioevo con la creazione dei laghi che ancora oggi circondano la cittá e ne costituiscono l’incanto peculiare.

Dalla cittá al territorio, molti sono i paesaggi e i piú diversi: dalle colline moreniche del lago di Garda a nord, alle valli fluviali del Mincio e dell’Oglio, rispettivamente a est e a ovest, alla piana del Po a sud.

E per finire, ma non ultime, una tradizione gastronomica degna di tanta ricchezza e molteplicitá di influenze, e una varietà di eventi e proposte culturali di altissino livello lungo tutto l'arco dell’anno.


Qui di seguito, presentiamo alcuni luoghi della città di particolare interesse.

Piazza Sordello

Piazza Sordello è l'antico fulcro della vita artistica e politica di Mantova, di dimensioni eccezionali (150x60m) accoglie tra i principali edifici monumentali della città, come il Palazzo Ducale (Palazzo del Capitano e Magnus Domus), il palazzo Acerbi sovrastato dalla torre della Gabbia, il palazzo Bonacolsi (ora Castiglioni), il palazzo Vescovile (detto anche palazzo Bianchi dal nome della famiglia che lo edificò nel '700) e il Duomo.

Piazza delle Erbe

Piazza ErbeDa sempre luogo di scambi commerciali, si apre a sud con la Casa di Giovan Boniforte da Concorezzo (o Casa del Mercante) del 1455, continua con la romanica Rotonda di San Lorenzo, la Torre dell'Orologio, il Palazzo della Ragione e si chiude con Palazzo Broletto (o del Podestà) edificato nel XII secolo che la separa e dà il nome all'adiacente piazza.

Piazza Virgiliana

In origine esisteva il porto dell'Ancona, parzialmente interrato. Fu il generale Miollis nel 1797 governatore durante l'occupazione francese, a indurre le autorità cittadine a trasformare lo spazio informe, spesso parzialmente sommerso dalle esondazione del lago di Mezzo, in una piazza adibita alle esercitazioni militari e a ospitare un monumento che ricordasse essere Mantova la patria di Virgilio. L'incarico fu dato all'arch. Paolo Pozzo. Furono colmati gli avvallamenti e demolite costruzione di scarso valore che cingevano lo spiazzo per consentire l'impianto di alberi, piante e arbusti. Il monumento inaugurato nel 1801, fu demolito nel 1919 per essere sostituito dall’attuale opera in marmo di Carrara, il cui progetto fu affidato all’architetto Luca Beltrami. L'inaugurazione avvenne nel 1927.

Torre della Gabbia

La torre venne costruita dai Bonacolsi nei primi anni del ‘300 ma acquisì il suo nome attuale quando, nel 1576, il duca Guglielmo Gonzaga fece edificare la grande gabbia in ferro come "carcere all'aperto". Fino al Cinquecento era nota come torre degli Acerbi. Nella gabbia venivano esposti alla pubblica piazza i condannati e a volte vi rimanevano anche per lungo tempo; famoso è il caso di un borsaiolo dell'epoca, un tal Marchino Ziganti, che vi fu lasciato per ben tre mesi. All'inizio del '500 Francesco II Gonzaga ne fece dono, con il palazzo attiguo, alla famiglia Guerrieri divenuti poi Guerrieri Gonzaga. Nel 1850 la proprietà passò al senatore Giuseppe Cadenazzi fino a quando in occasione di una divisione condominiale, la torre, bisognosa di restauri, fu donata al comune di Mantova.

Torre dell'Orologio

La Torre, a pianta rettangolare, fu eretta nel 1472 su progetto di Luca Fancelli e l'orologio a funzionamento meccanico progettato da Bartolomeo Manfredi vi fu collocato l'anno successivo. Nella nicchia sottostante, ricavata nel 1639, è stata collocata una statua della Madonna Immacolata.

Palazzo Ducale

Palazzo DucalePer il Palazzo Ducale di Mantova è forse più giusto parlare di città-palazzo, in quanto il complesso architettonico è costituito da numerosi edifici collegati tra loro da corridoi e gallerie, ed arricchito da cortili interni, alcuni pensili, e vasti giardini. Già prima dell'avvento al potere dei Gonzaga erano stati edificati i primi nuclei del Palazzo, ma la storia del complesso si identifica soprattutto con quella della famiglia che governò la città fino al 1707. Tra le altre, celeberrima è la cosiddetta Camera degli Sposi (Camera picta) nel Castello di San Giorgio, parte della "città-palazzo", affrescata da Andrea Mantegna e dedicata a Ludovico Gonzaga e a sua moglie Barbara di Brandeburgo. Diventata Mantova austriaca, le ristrutturazioni sono proseguite fino alla seconda metà del XVIII secolo per opera dei governatori inviati dall'Imperatore.

Castello di san Giorgio

Castello di San GiorgioCostruito a partire dal 1395 e concluso nel 1406 su committenza di Francesco I Gonzaga e su progetto di Bartolino da Novara, è un edificio a pianta quadrata costituito da quattro torri angolari e cinto da un fossato con tre porte e relativi ponti levatoi, volto a difesa della città. L'architetto Luca Fancelli, nel 1459 su indicazione del marchese Ludovico III Gonzaga, che liberò ambienti di Corte Vecchia per il Concilio indetto da Pio II, ristrutturò il castello che perse definitivamente la sua primitiva funzione militare e difensiva.

Palazzo Te

Sala dei Giganti - Palazzo TePalazzo Te è opera di Giulio Romano che nel 1525 lo ideò su commissione del marchese Federico II Gonzaga che lo utilizzò per i suoi svaghi. Vi fece dimorare l'amante "ufficiale" Isabella Boschetti. Il "Palazzo dei lucidi inganni" sorgeva al centro di un'isola ricca di boschi e circondata dalle acque di un lago, ora prosciugato: misterioso, ricco di simboli e di miti che risaltano nelle sale stupendamente affrescate anche dallo stesso Giulio Romano, come la celeberrima sala dei giganti e quella di Amore e Psiche e, non ultima, la sala dei cavalli che celebra le scuderie gonzaghesche all'epoca famose in tutta Europa.

Palazzo della Ragione

Fu edificato intorno al 1250. Al piano terreno il palazzo ospitava, come ora, numerose botteghe, mentre nell'ampio salone al piano superiore, si amministrava la giustizia. Vi si accede tramite una ripida scala posta sotto la Torre dell'Orologio. Nel salone sono visibili i resti di affreschi di grande interesse storico recentemente restaurati.

Palazzo del Podestà

Il Palazzo del Podestà fu costruito nel XII secolo unitamente alla torre civica ed era il centro amministrativo del comune di Mantova. Ha subito rifacimenti e modifiche architettoniche anche a causa dei numerosi incendi accaduti nel corso dei secoli. Unito al palazzo degli ex Magazzini Generali in piazza Broletto con la costruzione dell'Arengario e successivamente al palazzo della Ragione, verso piazza Erbe. Negli ultimi tre secoli è stato destinato a svariati usi tra cui anche quale carcere. Al piano terra, il Palazzo del Podestà ospita il museo dedicato a Tazio Nuvolari e a Learco Guerra.

Palazzo di San Sebastiano (Largo XXIV Maggio)

Palazzo di San Sebastiano fu costruito tra il 1506 e il 1508 per volere del marchese Francesco II che lo abitò e vi morì nel 1519. Fu utilizzato dai Gonzaga per trent'anni e già nel 1536 abbandonato e spogliato dai successivi duchi.
Nel salone principale del palazzo vi erano le nove tele del Mantegna raffiguranti I Trionfi di Cesare che furono vendute alla corona inglese ed oggi sono conservate ad Hampton Court. Subì molteplici trasformazioni fino al 1998 quando sono iniziati i restauri. Dal 2005 è adibito a Museo della Città. Nelle sale che conservano ancora tracce di affreschi del glorioso passato come la Camera del Crogiuolo, la Camera delle Frecce, la Camera del Sole e nella Loggia dei Marmi, sono esposti dipinti, statue, busti, fregi e altri reperti architettonici.

Palazzo D'Arco (piazza D'Arco)

Fu costruito nel 1784 su un preesistente palazzo del XV secolo dall'architetto Antonio Colonna per la famiglia di origini trentine D'Arco. Caratterizzato dall'ampia facciata neoclassica ispirata all'arte del Palladio, il Palazzo è sede museale per i tesori d'arte che contiene: tuttora arredato con i mobili della casata ospita importanti collezioni artistiche tra cui spiccano le tele settecentesche di Giuseppe Bazzani, una biblioteca di oltre seimila volumi e una collezione di strumenti scientifici. Nella Sala dello Zodiaco sono visibili affreschi (1520) attribuiti a Giovanni Maria Falconetto. Nel Palazzo vi si celebrò nel 1810 il processo a Andreas Hofer eroe dell'indipendenza tirolese contro la dominazione francese

Casa di Rigoletto (piazza Sordello 23)

Giuseppe Verdi ne musicò la storia e i mantovani gli diedero la residenza; verso la fine di Piazza Sordello si trova la casa del "Rigoletto", il buffone di corte Gonzaga. Il personaggio ha in realtà poco di mantovano, l'omonima opera di Verdi infatti venne tratta da un dramma di Victor Hugo e riadattata in territorio mantovano, trasformando il re di Francia nel duca di Mantova, e cambiando il nome del protagonista da Triboulet a Rigoletto. La struttura quattrocentesca accoglie la scultura del Rigoletto, opera di Aldo Falchi, sistemata nel piccolo cortile interno.

Casa del Mantegna (via Acerbi 47).

Dimora del pittore Andrea Mantegna, sorse su un terreno donato dal marchese Ludovico Gonzaga che lo nominò pittore di corte nel 1457. È un edificio quadrato di mattoni rossi con al centro un cortile cilindrico spalancato su un tondo di cielo, riproposto nella celeberrima Camera degli sposi in Palazzo Ducale.

Casa di Giulio Romano (via Poma 18).

Fu Federico Gonzaga a convincere Giulio Pippi detto Giulio Romano a venire a Mantova. Abbisognando di una abitazione il Giulio Romano, nell'anno 1544, nell'allora Contrada Larga, si costruì la dimora che nonostante un intervento nel 1800 dell'arch. Paolo Pozzo, mantiere inalterata lo stile architettonico del Romano.

Casa del Mercante (angolo tra piazza Erbe e piazza Mantegna)

È detta anche Casa di Boniforte da Concorezzo, antico proprietario che la fece costruire nell'anno 1455. L'edificio è caratterizzato da una sorprendente facciata tutta in cotto con decorazioni di stile veneziano.

Teatro Bibiena (via Accademia 47)

Il Teatro Scientifico dell'Accademia, capolavoro di Antonio Bibiena (1697-1774) fu inaugurato il 3 dicembre 1769. Poche settimane dopo, il 16 gennaio 1770, ospitò un concerto del giovane Mozart, non ancora quattordicenne. L'austera facciata neoclassica, opera del Piermarini, sembra celare la fantasiosa espressione tardobarocca del teatro che tanto entusiasmo suscitò in Mozart padre. Nello stesso edificio ha sede l'Accademia Nazionale Virgiliana fondata nel 1768.

Teatro Sociale (piazza Cavallotti)

Il Teatro Sociale nacque per iniziativa di un gruppo di cittadini costituenti una società di novanta palchettisti. L'arch. Luigi Canonica fu incaricato di progettare un teatro di gusto neoclassico che dopo quattro anni di lavoro fu aperto al pubblico la sera del 26 dicembre 1822.

Duomo

Duomo di MantovaDedicato a San Pietro, l'attuale Duomo in stile romanico con aggiunte gotiche, fu costruito tra il 1395 e il 1401 dopo che un incendio, secoli prima, aveva distrutto un precedente tempio paleocristiano. Fu ristrutturato nel 1545 da Giulio Romano, che lasciò intatta la facciata ma modificò le forme, ispirandosi alle basiliche paleocristiane. L'attuale facciata, in marmo di Carrara risale al 1761. Il fianco presenta inserti gotici come rosoni, cuspidi e pinnacoli, resti dell'antica facciata. All'interno si può ammirare il soffitto a cassettoni che sovrasta le tre navate: la principale è ornata di statue di sibille e profeti risalenti al Cinquecento. Sotto l'altare maggiore è conservato il corpo incorrotto di Sant'Anselmo da Baggio patrono della città. La Cattedrale ubicata nella monumentale piazza Sordello, è la sede vescovile di Mantova.

Basilica di Sant'Andrea

Progettata da Leon Battista Alberti, la Basilica di Sant'Andrea fu edificata a partire dal 1472 e conclusa 328 anni dopo con la costruzione della cupola su disegni di Filippo Juvarra. Nella cripta è custodita all'interno dei Sacri Vasi la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo portato a Mantova dal centurione romano Longino. In una delle cappelle è conservato il monumento funebre di Andrea Mantegna, sovrastato dall'effigie in bronzo del pittore della corte dei Gonzaga.

Rotonda di San Lorenzo

Rotonda di San LorenzoÈ la chiesa più antica della città, costruita nell'XI secolo durante la dominazione dei Canossa. A pianta centrale rotonda, la Rotonda di San Lorenzo è posta ad un livello più basso di Piazza delle Erbe e conserva al suo interno un matroneo e tracce di affreschi di scuola bizantina risalenti ai secoli XI-XII. Nel corso dei secoli subì trasformazioni radicali; sconsacrata, divenne magazzino tanto che all'inizio del 1900 risultava inglobata in edifici successivi alla sua costruzione. Espropriati nel 1908, la rotonda di San Lorenzo fu restaurata e riconsegnata alla sua destinazione religiosa originaria nel 1926.

Chiesa di San Sebastiano

Iniziato nel 1460 su progetto di Leon Battista Alberti, fu completato nel 1529. Sconsacrato nel XVIII secolo fu adibito a diversi usi fino al 1925 quando, dopo un discutibile restauro che ha aggiunto le due scalinate d'ingresso, è stato trasformato in famedio dei caduti mantovani di tutte le guerre.


Le bellezze artistiche nei dintorni della città

CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

Ultimo paese del Mantovano al confine con la provincia di Brescia, Castiglione si trova al centro delle tre provincie: Mantova, Brescia, Verona e ad un passo da Desenzano del Garda, vivace località turistica. E' proprio la vicinanza con il lago che mitiga il suo clima.
Di origine etrusca, conobbe nel tempo alternarsi di periodi ora floridi ora drammatici come l'invasione dei Barbari, o il dominio dei Longobardi durato oltre due secoli (568 - 774 d.C.). A causa della sua posizione geografica fu zona molto contesa nel periodo delle Signorie, fra Gonzaga Visconti e Scaligeri, fino a quando nel 1478 iniziò con il marchese Ferrante Gonzaga la sua storia autonoma di feudo. E' di questo periodo la nascita di Luigi Gonzaga (1568) lo stesso che sarà proclamato santo nel 1726, e oggi venerato nel mondo come "il santo della gioventù". Fino alla seconda metà del 600, furono anni assai fiorenti, durante i quali il feudo acquistò il titolo di "principato" dell'Impero; furono edificate chiese, palazzi, istituite scuole, sorsero l' Ospedale e la Biblioteca.
Seguirono poi eventi significativi come la peste (1630), la dominazione austriaca al periodo di M.Teresa d'Austria, le invasioni napoleoniche, di nuovo il dominio austriaco, fino alla famosa battaglia di Solferino (1859). Quest'ultima segnò una tappa fondamentale nella storia del Risorgimento, e ispirò il giovane Henry Dunant alla creazione di una delle associazioni umanitarie più importanti: la Croce Rossa Internazionale. Idea che si concretizzò nel 1864 a Ginevra. Dopo gli anni difficili seguiti all'unificazione, da trenta anni a questa parte è iniziato un decollo per Castiglione tutt'ora in atto. Oggi è uno dei Comuni più grandi e industrializzati del Mantovano.

CAVRIANA

Luogo di insediamenti antichissimi, come dimostrato dai numerosi reperti archeologici ritrovati, Cavriana si erge su uno dei colli meridionali dell'anfiteatro morenico del Garda. Come altri Comuni del Mantovano, anche'essa rivendica la paternità di Virgilio. Della storia piuttosto travagliata è importante dire che entrerà a far parte dei possedimenti gonzagheschi verso la metà 1300. Godrà di un certo periodo di splendore intorno al 1500, fino ad arrivare alla caduta dei Gonzaga (1708), quando anche Cavriana passerà sotto il dominio austriaco.

GOITO

Attraversata dal fiume Mincio, si estende in pianura ai piedi delle colline moreniche. La sua origine risale al tempo dei Romani, dopodiché vi passarono i Barbari e poi i Longobardi che vi si fermarono per oltre due secoli (568 - 774), e dei quali recentemente sono state riportate alla luce numerosissime tombe. Intorno al 1200 diede i natali a Sordello, poeta trovatore che Dante incontra nel VI canto del Purgatorio. Durante il dominio dei Gonzaga fu portata al massimo splendore e pare che vi si costruirono un castello ed un palazzo al quale lavorarono artisti del calibro del Mantegna e del Fancelli. Purtroppo a noi di tutto ciò non rimane che il torrione medievale del castello. Nel 1848, durante la 1° Guerra d'Indipendenza Goito fu teatro di un'importante battaglia: il primo vero scontro fra un esercito capeggiato da italiano e un esercito straniero.

MONZAMBANO

Sorge su un’altura collinare (88 m.) alla destra del fiume Mincio su un lembo di terra che confina con la provincia di Brescia e la provincia di Verona. Affascinante è la visione della cittadina immersa nel verde delle colline moreniche con il castello medievale che domina tutta la zona. Monzambano è un ideale punto di partenza per escursioni in bicicletta sulle colline o lungo il Mincio.

SOLFERINO

E' la "Spia d'Italia" il simbolo di Solferino, ovvero il torrione che dal 1022 domina tutto il circondario e che è stato testimone della cruenta battaglia del 24 giugno 1859 tra sardo-piemontesi e francesi contro gli Austriaci. Da questa battaglia del periodo risorgimentale nacque l' idea della Croce Rossa allo svizzero Henry Dunant particolarmente colpito dalla carneficina (si contarono circa 14.000 caduti) e dalla carità di Don Lorenzo Barzizza e delle donne di Castiglione delle Stiviere verso i feriti. Immerso nel verde e nella quiete delle colline moreniche, Solferino è una meta molto interessante sotto il profilo storico-naturalistico.

VOLTA MANTOVANA

Nasce sulle pendici delle colline moreniche circondata da un suggestivo ambiente naturale. Grazie alla sua strategica posizione geografica sarà nell'arco dei secoli utilizzata come baluardo durante diverse guerre, fra le quali la famosa battaglia di Solferino e S.Martino.

ASOLA

La Città di Asola (è Città dal 1192) ha un ricco passato storico-artistico, passò per il dominio dei Gonzaga, dei Visconti, degli Scaligeri,ma conobbe il periodo di maggior splendore con la "Serenissima Repubblica di Venezia" del quale restano evidenti tracce d'arte e d'architettura. Confinante con la provincia di Brescia, Asola sorge sulle rive del fiume Chiese.

SABBIONETA

Cittadina di grande atmosfera, Sabbioneta è indiscutibilmente la tappa fondamentale della provincia mantovana. La "Piccola Atene" fu voluta e concepita da Vespasiano Gonzaga (1531-1591), mecenate illuminato che si attorniò di innumerevoli artisti per costruire la "Città Ideale": un gioiello di urbanistica ad alto contenuto artistico. Dalla forma d'esagono irregolare e protetta da possenti mura, Sabbioneta infonde la propria armoniosa e semplice bellezza presentandosi pressoché intatta ai visitatori.

SAN BENEDETTO PO

La "Montecassino del Nord", situata nella Bassa Oltrepadana, racchiude nello splendido complesso dell'Abbazia di San Benedetto (chiamata anche Abbazia Del Polirone) sette secoli di storia, arte e cultura. La struttura nata sotto l'impulso dei Canossa nel X-XI secolo cresce sino al XVII secolo arricchendosi di stili quali il romanico, il gotico, il barocco e grazie alla creatività di importanti mani come quelle di Giulio Romano. San Benedetto Po offre ai visitatori la possibilità di "vivere" varie fasi della storia dell'arte in un'unica tappa. Le immediate vicinanze garantiscono continuità artistica per un piccolo ma interessante tour.

(tutti i testi e le foto sono tratti da WIKIPEDIA)